Articoli BarNacka #1

Radio Caroline – Il sogno continua

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Erano gli anni ’60, quando la Monroe faceva girare la testa all’America, la pop art colorava i muri e King con le sue idee spaccava il mondo, prima che un proiettile spaccasse lui.

So don’t play with me, ‘cause you’re playing with fire cantavano gli Stones, ma l’Inghilterra non lo sapeva.

Una nazione con l’ovatta alle orecchie che del Rock’n’Roll aveva sentito solo un leggero eco portato dalle onde dell’Atlantico, incapace di vibrare sulle corde di Clapton e immune al rock psichedelico dei Moody Blues. Insomma, isola ingessata, fissa all’ascolto di una “radio prostituta delle regolamentazioni inglesi”.

Ammanettata da una BBC sorda, infatti, la radio inglese era una bomba ad alto potenziale la cui miccia sarebbe stata inevitabilmente accesa da un momento all’altro.

Il suo fiammifero?

Ronan O’Rahilly , irlandese amante della musica che – indossata una benda sull’occhio e uncino alla mano , da pirata – decise di sfidare il monopolio di Stato e riprendersi la libertà d’espressione, consegnandola nelle mani del suo legittimo proprietario: il rock .

Come ogni storia che si rispetti, tutto inizia da una donna. Felicia, una nave passeggeri danese da 700 tonnellate che O’Rahilly trasformò nella base di quella che da lì a breve sarebbe diventata la casa galleggiante della radio pirata più famosa della storia: Radio Caroline.

Il ventiquattrenne irlandese pensò di gettare l’ancora nelle acque internazionali, dove la giurisdizione inglese non poteva porre il veto sulle trasmissioni, infrangendo così la legge sul monopolio e sparando un colpo di cannone sulla BBC, senza che nessuno potesse fermarli.

Con molta probabilità all’inizio di questo progetto nessuno aveva realmente capito quale forza un’azione del genere avrebbe potuto avere in un sistema mediatico come quello inglese e soprattutto quanto forte avrebbero suonato quelle casse. Ma fu forse proprio quel mix di incoscienza e pura follia l’albero maestro di quella nave.

Da quelle onde partì una rivoluzione senza precedenti nella storia d’Inghilterra.
A mezzogiorno del 28 marzo 1964 Chris Moore, accompagnato da Simon Dee, scende in coperta, fuma una Marlboro e, dopo essere sprofondato nella sua poltroncina old style, lancia il berretto, avvicina le dita alla console, ultimo count down e quando la luce on diventa verde, tutti a bordo si rendono conto di aver scritto una pagina di storia.

Caroline irrompe sulla scena inglese, con un ritmo e una verve che suonavano nuove: una diretta senza freni né censure, una musica libera da ascoltare ad alto volume, un microfono che mai era sembrato così imprevedibile e forte, capace di raccontare l’atmosfera che si respirava a bordo, fatta di birra, risate e stupefacenti.

Nel giro di pochi mesi il successo fu clamoroso: più di quattro milioni di ascoltatori. Mai così in difficoltà fino al quel momento, il governo inglese dimostra che poco o nulla aveva capito dei gusti dei giovani, che sotto quei capelli lunghi nascondevano tanta rabbia da sfogare nelle voci graffiate, nelle note esagerate e nei ritmi frenetici del rock in stile USA. Con una paga di 25 sterline e 10 sigarette alla settimana e la politica del free beer, i DJ erano riusciti a portare gli ascoltatori a bordo, con giochi a premi, gadget di ogni tipo e una fidelizzazione che sarebbe stata inimmaginabile per la BBC RADIO. Gli addetti a bordo del vascello venivano visti come veri e propri eroi e venivano idolatrati dai fan che avrebbero fatto tutto per la sopravvivenza della stazione. Addirittura durante una puntata, Walker, conduttore di turno, affermò di “aver finito il the a bordo”…qualche giorno dopo arrivarono in sede centinaia di “canne” già rollate da ogni parte dell’Inghilterra .

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Con l’urlo di love, peace and good music O’rahilly riuscì nell’impresa di far sintonizzare sulle proprie frequenze più di 20 milioni di persone e fare da pioniere per innumerevoli radio-pirata che si vennero a sviluppare in quegli anni, che fecero della radiofonia pubblica nota a margine di un mondo tanto meraviglioso quanto finalmente libero.

Vi starete chiedendo come sia finita; semplicemente non è finita!
Nell’estate del 1967 venne emanato il Marine Offences Act che costrinse Caroline a rientrare in porto, stabilendo l’illegalità delle trasmissioni con sede su navi o strutture off-shore senza regolare autorizzazione. Innumerevoli radio-pirata furono costrette a tirare i remi in barca. tutte le emittenti che avevano fatto seguito a O’Rahilly spensero i microfoni.

La guerra però era vinta; quella del governo inglese non fu il capriccio di un sistema che messo all’angolo decise di eliminare la concorrenza. La BBC, preso intelligentemente atto della straordinaria onda d’urto creata da Caroline, issò bandiera bianca, consapevole di non poter combattere contro quello che sarebbe potuto essere il suo più grande alleato, quella new music che avrebbe cambiato da li a poco tutto o quasi.

È la mezzanotte del 15 agosto, O’Rahilly sa cosa sta succedendo, capisce che per un nuovo inizio è necessaria una fine, la sua fine.

Giù la sigaretta, su le cuffie, microfono aperto e il silenzio di quella notte di ferragosto venne rotto dalle ultime note gridate da Felicia: All You Need is love dei Beatles, quello stesso amore che fece sussurrare a quel folle irlandese, congedandosi: Radio Caroli-

ne continua…

Giuseppe Nasta 

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Info BarNacka

La redazione di BarNacka è composta da chi è sempre a caccia di storie da raccontare. Come chi millanta d'essere artista, sogniamo tanto e scriviamo molto. Alla prova della verità, fino al momento, l'abbiamo sempre scampata.

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