Articoli BarNacka #2

BarNacka #2

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Un mese fa ci eravamo lasciati con le prime considerazioni sull’esordio di BarNacka, dopo tanto lavoro e la promessa di non smettere mai di scrivere la prossima riga. Mentre vergo queste righe, i nostri grafici sono al lavoro per perfezionare gli articoli della seconda uscita che si è dimostrata per noi un banco di prova importantissimo.

Innanzitutto, stiamo lavorando per trovare la quadratura giusta di un progetto che in principio ha coinvolto nove persone, ma che adesso ha trovato nuove figure che si sono volute aggregare alla sgangherata ciurma che ho l’onore di rappresentare. È difficile gestirci fra noi, coordinarsi in mezzo al delirio delle nostre vite e trovare un po’ di spazio per costruire questa rivista. Eppure, succede. Quando meno me l’aspetto, arriva un messaggio di qualche ragazzo della redazione che mi dice “Oh, io sto scrivendo”, e allora tutta la macchina si mette in moto e iniziamo a scambiarci idee, considerazioni, suggerimenti.

Questo mese siamo partiti da una riflessione che aveva come centro il nostro modo di vivere la città. Quante cose non sappiamo dei luoghi che frequentiamo abitualmente? Di quante persone non ci accorgiamo, ma invece risultano fondamentali affinché noi possiamo vivere al meglio? Come nostro solito, tutto comincia a Milano, la nostra città. Siamo andati alla ricerca di nuovi simboli di una città che sta cambiando e siamo rimasti affascinati dalla storia del Bosco Verticale, nonché dalla persona Stefano Boeri che si è prestato ai nostri microfoni per una lunga chiacchierata in cui abbiamo affrontato diverse tematiche legate alle città, ai cittadini e a tutto ciò che ruota attorno ad una grande metropoli. Da questa base abbiamo costruito, mattoncino dopo mattoncino, la nostra Storia sugli abitanti delle città, dando spazio a tutti: c’è chi ha parlato di come la Città è vista da chi non ha niente, chi invece ha raccontato dell’incredibile viaggio di un gruppo di ragazzi irlandesi che – a riflettori spenti, senza fini di lucro – hanno portato il loro aiuto alle popolazioni in difficoltà in Grecia. Poi, ancora: c’è chi si è immaginato una città di fantasmi e chi ha tentato di scrivere un intero articolo senza nominare mai il protagonista. Sperimentazioni, in quel di Nacka: è la nostra filosofia e il nostro modo di essere.

E anche il lavoro di questo mese è concluso. Ovviamente, non appena i grafici presenteranno la versione definitiva del numero Due, incominceremo a scrivere la terza edizione del nostro progetto, con l’ambizione di spingerci sempre un po’ più in là, alzando l’asticella dei nostri evidenti limiti. Prima di chiudere, un benvenuto ad Anna e Rita, le prime figure femminili della nostra redazione: si sono appassionate al progetto e hanno deciso di unirsi a noi, come scrittrice la prima e come grafica la seconda. E’ bello vedere che dopo nemmeno un mese la nostra famiglia si sta già allargando. Per il resto, noi continuiamo a tracciare il nostro solco.

Senza compromessi: finché esisteranno delle verità vedrete la nostra penna che le scrive.

                                                                                                                                                      

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