Articoli BarNacka #4

God save Europe!

Il sole questa mattina è sorto sul Regno Unito indipendente” – esulta Nigel Farage.

Giorgio Napolitano, europeista convinto, parla così ai microfoni del Corriere della Sera: “Sono stati fatti tanti errori. Il non trasmettere ad ampi strati sociali e alle giovani generazioni, dovunque, il senso dello straordinario valore dei risultati conseguiti come integrazione. E l’errore di lasciare la costruzione europea non solo largamente incompiuta, ma anche gravemente squilibrata.”

Saranno giorni, questi che seguono lo sconvolgente risultato del referendum britannico, pieni di dubbi, recriminazioni, domande sospese. Saranno giorni di riflessioni radicali, prese di posizione, ipotesi sfaccettate di futuro. Saranno giorni in cui si deciderà dell’Europa e del suo futuro.

Le premesse.

La politica era spaccata in due fazioni.
Da un lato gli europeisti, fra cui spiccavano il primo ministro David Cameron, il cancelliere, il ministro degli interni, il Partito Liberaldemocratico e i Verdi. Aderivano al “remain”, inoltre, circa metà dei conservatori, la CBI (Confederation of British Industry) e alcune star come la Rowling o Emma Watson. Dall’altro lato erano schierati l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, Nigel Farage e tutto l’Ukip, il ministro della giustizia Gove, il Democratic Unionist Party dell’Irlanda del Nord e la restante parte dei conservatori.

La votazione.

Should the United Kingdom remain a member of the European Union or leave the European Union?” chiedeva il referendum consultivo indetto dal Primo Ministro.
Il 23 giugno il 51,9% degli inglesi ha deciso di uscire dall’Unione Europea.

Dopo un iniziale vantaggio dei “remain”, nella notte degli spogli ha vinto la fazione pro Brexit. The economist sottolinea come dalle statistiche delle votazioni emerga un Regno Unito parcellizzato: ci sono grandi differenze di voto in base all’età, alla classe socio-economica, al livello d’istruzione e alla zona geografica d’appartenenza (non solo appartenenza regionale, ma anche distinzione centro-periferia).
In Inghilterra e Galles si è votato per uscire dall’UE, in contrapposizione con la Scozia e l’Irlanda del Nord; fra i 18 e i 49 anni vince il remain, sopra i 50 anni il leave; i laureati hanno preferito l’EU, coloro con un titolo di studi inferiore hanno maggiormente votato per l’uscita.sondaggi

                                                                                                                                        Immagine presa da SkyTg24

Dilaga l’euroscetticismo.

Dopo la notte delle votazioni, fin dall’alba si alzano molte voci esultanti. Il risultato del referendum, anche se consultivo e non vincolante, viene accolto con entusiamo dai leader dei partiti euroscettici, sempre più radicati in tutta l’Eurozona. Il primo canale di diffusione è Twitter:

La notizia dei risultati britannici tocca anche Donald Trump, in Scozia al momento degli spogli finali:

Come questi interventi evidenziano, le proposte di emulazione degli antieuropeisti non si sono fatte aspettare. Il precedente che si è venuto a creare con la vittoria della Brexit sta modificando gli equilibri già fragili dell’Unione Europea, anche solo alimentando le speranze dei partiti più estremisti. Si parla, infatti, di Frexit e Nexit (Francia e Olanda rispettivamente).
L’unione Europea ha risposto celermente: il presidente della Commissione europea Juncker ha convocato un vertice straordinario, a cui hanno partecipato il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e il primo ministro olandese Mark Rutte, rappresentante della presidenza di turno del Consiglio Ue.

Hanno dichiarato il loro rammarico e il loro rispetto per la decisione britannica. Hanno, però, aggiunto:

Saremo forti e sosterremo i valori fondamentali dell’UE di promozione della pace e del benessere dei propri cittadini. Affronteremo insieme le sfide comuni per creare crescita, aumentare la prosperità e garantire un ambiente sicuro per i nostri cittadini. Le istituzioni svolgeranno fino in fondo il loro ruolo per mantenere questi impegni.
Ora ci aspettiamo che il governo del Regno Unito attui la decisione del suo popolo nel più breve tempo possibile, per quanto questo processo possa essere doloroso. Qualsiasi ritardo prolungherebbe inutilmente l’incertezza.
L’articolo 50 del trattato sull’Unione europea stabilisce la procedura da seguire qualora uno Stato membro decida di lasciare l’Unione europea. Siamo pronti ad avviare rapidamente i negoziati con il Regno Unito sui termini e le condizioni del suo recesso dall’Ue. Finché questo processo negoziale non sarà concluso, il Regno Unito continuerà ad essere membro dell’Unione europea, con tutti i diritti e gli obblighi ivi connessi.

[Fonte: Eunews]

Un’economia incerta.

Il 24 giugno verrà ricordato a Piazza Affari, che assiste ad un crollo dei mercati.
La Borsa di Milano chiude con -12,48%, minimo storico che non si raggiungeva da trent’anni (neanche il 12 settembre 2001). Numeri negativi anche per Madrid, Francoforte, Parigi e Zurigo.
Londra, almeno per il momento, argina i danni in borsa. E’ la sterlina, però, a sorprendere: tocca i minimi storici dal 1985 sul dollaro, per poi risalire parzialmente.
Non ultimo, è stato forte l’impatto sulla Borsa di Tokyo, che chiude a -7,92%. Il crollo della borsa è peggiore di quello dovuto allo Tsunami del 2011.

In questo scenario sono altri i dubbi che sorgono spontanei: quali accordi verranno presi per la circolazioni delle merci? Come regolare l’import\export?
E’ ancora presto per fare prospetti su ciò che succederà sulla scena economica internazionale dopo l’uscita definitiva della Uk dall’Europa, ma sicuramente i dati non sono confortanti.
[Fonti: Il Sole 24 Ore e Ansa ]

Studenti in attesa di conoscere il proprio futuro.

Julia Goodfellow, presidente dell’oranizzazione Universities UK, si fa portatrice di una preoccupazione comune: “La nostra priorità sarà quella di convincere il governo britannico a prevedere un piano affinché gli studenti e i lavoratori che vengono dai paesi dell’Unione Europea possano continuare a studiare e lavorare nelle università inglesi e a promovuere l’UK come meta che accoglie le menti più brillanti e vivaci.
Pochi giorni fa, sulla stessa linea di pensiero, più di 100 vice-rettori hanno indirizzato una lettera aperta al governo, denunciando come l’uscita dall’Europa “potrebbe minare la nostra posizione come leader globali nella scienza e nell’innovazione, potrebbe impoverire i nostri campus e limitare le opportunità dei cittadini britannici”. [Traduzione da THE]

Coloro che scelgono la Gran Bretagna per la propria istruzione, secondo l’Ocse, sono 400mila stranieri, di cui oltre 125mila provenienti dagli altri 27 Paesi membri.
Al momento un qualunque studente comunitario paga la stessa retta di un suo coetaneo inglese, fino ad un massimo di 9mila sterline all’anno. In Scozia gli studenti europei non pagano nulla. Con la vittoria del Leave tutti questi universitari potrebbero essere equiparati agli studenti internazionali che ogni anno vengono in Gran Bretagna, arrivando a pagare le rette fino a 36mila euro all’anno. Questi giovani potrebbero anche perdere il diritto all’assistenza sanitaria gratuita.
[Fonte: Il Sole24Ore]

Continuare a muoversi.

La spallata della UK all’Europa è sicuramente forte. Non si tratta solo delle possibili turbolenze economiche, ma soprattutto della minata integrità di un’istituzione che ha ancora tanti difetti. La gestione poco coesa delle politiche sui migranti, i piani per risollevare l’economia comunitaria, la lotta al terrorismo, le campagne militari: sono tutti cardini scricchiolanti dell’Unione. Punti nevralgici di un’intesa che ora viene sezionata, scansionata, passata sotto la lente d’ingrandimento da chi la contesta. Non rimanere seduti a guardare un’Europa ferita, ma decidere di oliarne i cardini e farli funzionare, è l’unico modo per dimostrare agli inglesi e a tutti gli euroscettici che l’Europa è un sogno vincente.

Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, andiamo insieme

Proverbio africano

0 commenti su “God save Europe!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...