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Ci proverò

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Il vecchio continente cade a pezzi e il mediterraneo sta diventando un cimitero. Vuoi sapere come fanno gli eventi del mondo a cambiare e distruggere la vita di un uomo solo?

Come le decisioni di un continente possono cambiare il suo destino?

La dove c’è una terra dove oltre la sabbia, al deserto la guerra agli uomini hanno tolto, rendendoli poveri e incapaci di poter aver un esistenza appagata e felice.

Dall’Africa vogliono andarsene tutti. Ed é cosí Samuel decide di scappare, di evadere da questo posto. Lo spingono a lasciare tutto e a imbarcarsi per l’Europa, dove il destino deciderà per lui. E questo destino sceglierò la Grecia, terra infuocata, un paese che da quel continente cerca di uscire, di lasciare, di staccarsi.

Comincia tutto da un imbarcazione di profughi alla quale Samuel si aggrega alle sei e trenta di un incerto mattino, pronti a salpare per la Grecia. L’aria è tersa mentre una folla di corpi ammassati sale su quella nave, non sicuri di come andrà a finire. Uomini, donne, bambini schiacciati l’uno contro l’altro senza aria da poter respirare, cosí, per ore di viaggio, e neanche il luogo di arrivo é certo.

Mosche, tanfo, panico accompagnano l’imbarcazione e i suoi passeggeri per tutto il tragitto, che ti fa pensare a tutte le volte che ti sei lamentato per un niente di fronte alla tv, tutti quegli sporchi neri dicevi, aiutiamoli a casa loro.

Tragitto attraverso l’inferno per sfuggire dall’inferno, Samuel sa che dovrà tenere gli occhi aperti, che il prezzo da pagare per la libertà in Europa potrebbe essere molto, molto alto. Rischi di finire a pancia in giú, galleggiante sull’acqua.

– Quanto manca?

– Ancora qualche ora Samuel, ci dirigiamo verso il Pireo, ma é un casino

– Cosa é successo?

– Non hai seguito le notizie? Tutta la Grecia é in rivolta. Non sono usciti dall’euro e sono impazziti tutti.

– Quindi ora che succede?

– Dalla padella alla brace. Io intascheró un po’ di soldi per avervi portato fin qui, voi comincerete una nuova vita partendo da zero.

Lo sbarco é strano, lento, parte della folla, già in rivolta, fissa la nave che lentamente, attracca.

E un flusso di gente occupa un ampio spazio nel porto, si spande come un macchia di inchiostro.

Il clima é caldo, bollente, migranti da una parte, manifestanti dall’altra, non era l’Europa che immaginavano, molti vorrebbero andarsene in Germania o altrove, ma qui sono e da qui dovranno ripartire.

Devono allontanarsi dal Pireo, cercare una postazione migliore, Samuel, leader, cerca un modo di comunicare, userà l’inglese, imparato nel suo paese, con i manifestanti.

– Che cosa succede?

– Levati nero!

Il razzismo, l’antica idiozia che si ripete, che intossica il vecchio continente dai tempi della schiavitù.

– Ehi, che cosa succede, per cosa manifestate?

– Succede che questi figli di puttana di poteri forti hanno preso le decisioni per noi per l’ultima volta

– Cosa volete fare?

– La vedi quella banca accerchiata?

La stiamo distruggendo. Dobbiamo  uscire da questo continente e dalla sua moneta, dobbiamo tornare alla vecchia maniera

– E volete ottenere tutto distruggendo ogni cosa?

– Levati di mezzo!

La voce dell’ignoranza, della stoltezza trascina con se la furia di una folla di greci quasi ex europei inferociti, ormai decisi ad annientare le sedi di potere del vecchio continente nel proprio paese.

– Samuel, dobbiamo cercare di andarcene da qui, le donne sono stremate e i bambini hanno fame, non abbiamo nulla, dobbiamo cercare collaborazione

– Per il momento stiamo in zona, ai limiti del porto. I manifestanti non ci consentiranno di passare. Sono inferociti. Dobbiamo parlare con uno di loro. Ci penseró io.

L’europa. Il vecchio continente. ha attraversate diversi inferni e ora rischia nuovamente di cadere in pezzi. Le hanno provate tutte, arrivando a forgiare una moneta, l’euro, che avrebbe dovuto unirla, invece sono nati i litigi, la rabbia, la difficoltà di vivere e il malcontento generale sta avendo il sopravvento. I ricchi sono diventati piú ricchi e i poveri piú poveri. Ma abbandonare la moneta é come buttarsi da un treno in corsa sapendo che quel treno sta per deragliare. Meglio restare sul treno e cercare di rallentarlo. A questo pensa Samuel, che cerca di elaborare un piano, una strategia, per convincere alcuni manifestanti a desistere e a convincerne altri, effetto domino.

– Ho un piano.

– Dimmi Samuel.

– Parleró con il gruppo di ribelli in fondo al porto. Li convinceró a darci da mangiare.

– E poi?

– E poi cosa?

– So che hai un piano. Te lo leggo negli occhi.

– Sí.

Si alza in piedi.

– Voglio provare ad assicurare un futuro ai nostri figli.

Tosti, i manifestanti. Gente rude e dura, pronta a dare il tutto per tutto.

Meglio non avvicinarsi.

– Che vuoi nero? È un ora che ci stai fissando.

– Avevo bisogno di aiuto.

– Che vuoi? Soldi? Spiacente, troverai tutto tranne che quello. Se é cibo che cerchi, vieni pure. Chiama i tuoi amici. Ho saputo di come ti sei comportato finora, sei stato bravo a trovare una sistemazione per le donne e bambini. Chiamali e vieni qua, facciamo due chiacchiere.

– Il cibo lo abbiamo rubato dai supermercati, lo condividiamo con chi ne ha bisogno. Non siamo violenti, vogliamo solo il bene dei nostri famigliari.

– Quindi volete restare nell’euro?

– Stiamo tutti manifestando per uscirne, non me me intendo molto, ma credo sia stata quella moneta a rovinarci. Usciremo dall’euro, e quindi dall’Europa.

– Voglio convincervi del contrario.

– Cosa?

– Uscire dall’euro non so se vi salverà, ma uscire dall’europa rappresenterà la vostra fine.

– Spiegati.

– Io vengo dall’africa, ho imparato ad usare gli occhi, e la testa, e staccarvi dal vecchio continente non farà altro che rendervi facili bersagli dei poteri forti che state combattendo ora. Come potrete commerciare? Come potrete competere col resto del mondo? Verrete tagliati fuori, e morirete di fame.

– Ahimé, é ció che ho pensato anch’io. Ma di votare per sí o per il no se lo possono sognare, sarà inutile, inutile come tutto il resto. Dobbiamo fare qualcosa, ma cosa?

– Ascoltatemi. Convincete gli altri manifestanti a deporre le armi e andare al voto.

– Tu sei pazzo.

– Siete il gruppo piú numeroso dell’Attica, a voi vi daranno ascolto.

– Potrebbe essere. Ma come faremo?

– Convinceteli, fate uno discorso uguale al mio. Spiegate che per il bene del vostro futuro, é meglio deporre tutto e andare a votare, e che é meglio restare.

– Una parola grossa, convinceteli.

Lungo silenzio.

– Ci proveró.

Da lí in poi tutti piú o meno sanno come é andata a finire. I greci ora si trovano in difficoltà, ma resistono.

Stiamo tutti correndo a fatica verso la nuova era. L’Europa é incerta, attraverserà altre crisi e altri proveranno ad uscirne, in mancanza di altre soluzioni.

Ma finché ci saranno uomini come Samuel pronti a lottare per la causa giusta, pronti a mettersi in mostra dinnanzi alle avversità, l’Europa puó sognare. Lottare per un continente piú unito, avere obbiettivi in comune, questa é la nostra casa.

Farsi valere per continuare  la lunga e travagliata ma fantastica storia, che é quella dell’Unione Europea.

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