BarNacka #5

Guerriero del ’46

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Correvo lungo

la solita pista ciclabile,

un mio amico,

nato cinquant’anni prima

di me,

decise di unirsi all’impresa.

È del quarantasei.

Tutte le più grandi cazzate

che una persona potesse fare in sessantanove anni di vita,

lui le aveva fatte tutte,

e non una volta sola.

La vita è una guerra – diceva,

se non combatti muori.

Il mondo è un campo di battaglia – diceva,

meglio lo conosci, più possibilità hai di vincere.

Correvamo dunque sotto

la pioggia,

respirando tutto lo smog che la natura avesse da offrire.

Faticava, si capiva.

Il campo di battaglia non

è più quello di una volta.

D’un tratto, rallentò.

Si fermò, si toccò le ginocchia,

poi il petto,

poi la schiena.

La vita è una guerra – diceva,

quando muori va avanti anche senza di te.

Il mondo è un campo di battaglia – diceva,

quando non riesci più a reggere i suoi ritmi, sai che è arrivata la tua ora.

Sembrava proprio

avere l’età

che aveva.

– Ammettilo! Stai diventando vecchio, io non sono neanche stanco!

Scoppiò a ridere.

Non una risata qualsiasi.

Faceva quasi paura.

La risata di chi aveva imparato a burlarsi della vita,

della morte, di qualsiasi cosa.

Una risata vera.

– Vecchio? Hahahaha, vecchio sarà tuo nonno!

E incredibilmente,

ripartì,

a mille,

mi raggiunse,

mi superó,

e continuò a correre.

Accelerai anch’io,

quanto potevo,

quasi lo raggiunsi,

ma lui in salita si dimostrò

ancora più veloce.

Ed improvvisamente,

mi sembrò di rivedere in lui

quel ventenne studioso che sognava di cambiare il mondo,

prima della morte del padre,

della perdita della casa,

di finire in carcere per false accuse,

di non riuscire a trovare lavoro,

di rischiare di morire di fame,

di arruolarsi nell’esercito,

prima di impazzire del tutto.

Rivedetti quell’uomo che

nonostante ciò,

era riuscito a tornare vivo in patria,

a trovare un lavoro,

a comprarsi una casa,

a trovare lei,

a diventare padre,

e cosa ‘non importante’ diceva,

far carriera.

Non mollare, è stata la parte più importante.

La più divertente – diceva.

Lo rividi lì,

che correva,

più giovane di quanto

mai era stato,

luce dorata negli occhi,

la risata più bella del mondo.

– Giovane! Sei stanco??

Sì, amico mio,

il mondo è un campo di battaglia, e ormai sai

tutto di lui.

Sì, amico mio,

la vita è una guerra,

e tu te la sei cavata

così bene da

riuscire a vincerla.

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