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Game over per Clash of Clans: molti giocatori nei guai

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Clash of Clans è uno dei giochi più giocati degli ultimi tempi.
È stato sviluppato dall’azienda finlandese Supercell.
L’obiettivo è quello di sviluppare un villaggio, raggiungere il più alto numero di trofei possibile, il livello di gioco più alto e arrivare in cima alle classifiche mondiali o del proprio paese, attaccando i villaggi degli altri giocatori con il proprio esercito, accumulando risorse e sviluppando difese per proteggersi.
I giocatori normalmente si riuniscono in Clan, gruppi di utenti (massimo 50) che collaborano con una gerarchia interna (Capo, Co-Capi, Anziani, Reclute).

Una guerra reale.

Ieri la Supercell, società colosso di gaming, ha dichiarato guerra a quei giocatori di Clash of Clans detti hack e trucchi di Clash of Clans:

La punizione per i players che utilizzavano un third party software, cioè un programma o un’app esterni al gioco (Mod, hack, bot, cheats, ecc..), è stato un ban permanente.
Questi escamotages vengono dichiarati illegali dalla SC all’interno dei Termini di Servizio e nella sezione Safe and Fair Play del loro sito.
Il ban non vieta l’attivazione di un nuovo account, ma comporta la perdita di tutti i dati di gioco accumulati nel tempo.

banned!

Strane tempistiche.
Le Mod, programmi esterni che possono modificare e\o aggiungere funzionalità al gioco, sono nate subito dopo l’introduzione della novità delle Clan Wars.
L’aggiornamento che inserisce le Guerre tra Clan risale al 9 aprile 2014, versione 6.56.1 di Clash of Clans. La domanda che sorge spontanea è: perché quest’onda di ban proprio ora, dopo ben due anni di libertà quasi incontrollata? (Qualche episodio di ban dovuto all’utilizzo delle Mod già c’era stato, ma marginale).
Perchè non bannare da subito, quando le polemiche degli utenti fair play (gioco corretto) erano tante e forti?
Bloccare completamente l’accesso di un utente al proprio profilo è una soluzione drastica, definitiva. È nei diritti della SC quello di farlo anche senza preavviso, anche solo su sospetti. Perchè non dare, però, una seconda chance come in tante situazioni precedenti?

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Le motivazioni per cui la SC abbia adottato queste tempistiche potrebbero essere varie.
Una causa potrebbe essere la difficoltà tecnica del creare un software in grado di individuare i modders e i bot users.
Oppure fino ad ora c’è stata una convenienza economica nell’aumento di interazione da parte degli utenti, che SC voleva sfruttare per un primo periodo. I modders sono spesso giocatori accaniti, che utilizzano molto denaro reale per acquistare gemme virtuali da utilizzare nel gioco.
Un’ultima spiegazione potrebbe essere un cambio di rotta del brand Supercell: la casa di produzione di games ha deciso di farsi portatrice, forse,  di ideali di correttezza e trasparenza. Quale che sia la motivazione, rimangono grandi dubbi.

Mod vs Mod

In questa vicenda è anche importante sentire la voce dell’altra campana, di chi è stato bannato in modo irreversibile.
Ho intervistato un membro del clan Crimine Spa, fra i migliori cinque al mondo nella categoria twc mixed: Aurelio Poles, nome nel gioco AP.

Quanti sono stati bannati nel tuo clan ieri?

22 membri del clan madre, più 12-13 membri delle accademie.

Quando hai inizato ad usare le Mod?

Ho incominciato a giocare a Clash of Clans in un clan di amici, un ambiente rilassato.
Qualcuno già utilizzava le Mod, ma all’epoca -ormai tre anni fa- le vedevo come un modo per avere un vantaggio sleale sull’avversario e non le ho utilizzate.

Quando sono andato avanti con lo sviluppo del gioco, le ho rivalutate.
Le ho viste come porta d’accesso ai livelli più alti, dove si combatteva ad armi pari: mod contro mod, tutti nella stessa situazione. Paradossalmente è molto più scorretto il mondo fair play, dove esistono i giocatori più scorretti che utilizzano dei third party software contro utenti che ne sono privi. Ormai il mondo delle mod è diventato quasi una piattaforma a se stante, dove tutti possano giocare al massimo delle possibilità. Ho conosciuto gente da tutto il mondo, e questo è bellissimo.

Secondo te in cosa ha sbagliato la Supercell in questa vicenda?

Se la Supercell fosse intervenuta subito, nel momento in cui le mod si stavano diffondendo, non saremmo arrivati a questo punto. Coloro che le usavano solo per battere in modo facile l’avversario sarebbero stati subito puniti. Ormai, però, fanno parte del gioco e utilizzarle è l’unico modo per giocare ad alti livelli. Prendendo l’iniziativa solo ora, la Supercell va a distruggere un intero mondo, ricco e bellissimo, che si regge interamente sull’uso di questi software.
Hanno decisamente sbagliato come azienda.

Quali sono gli aspetti negativi delle Mod?

Le Mod hanno accellerato il processo del gioco: sono state scoperte tutte le strategie, tutte le combinazioni, in modo molto più veloce. C’è stato un periodo fantastico in cui ogni giorno c’era qualche strategia che veniva inventata, è vero. Ma ora, senza le mod ad aumentare la velocità del progresso del game, ora Clash of Clans avrebbe molti più anni di vita davanti.

Great-War-Clash-of-Clans-Wallpaper

Fair play vs Mod

Tanti sono i players che esultano alla notizia dei provvedimenti della Supercell.
Sono tutti quei giocatori che risentivano dello squilibrio nelle battaglie, soprattutto nel livello medio del gioco. Sui social si è scatenata una vera e propria battaglia fatta di commenti, likes, condivisioni:

In particolare è un tipo di Mod ad attrarre maggiormente l’astio dei giocatori fair play.
Si tratta della Mod che permette di simulare gli attacchi ad un villaggio prima dell’attacco vero e proprio, senza limite di tentativi. In questo modo il vantaggio che si crea è enorme.

La mano che morde chi la nutre?

Questa mossa di una delle principali case produttrici di videogames ha sicuramente colto di sorpresa molti. Le reazioni sono diverse, tutte però molto sentite.
La SC si è scontrata a muso duro con i giocatori: produttore vs consumatore; esperto di marketing e storytelling vs giocatore appassionato e immerso.
Le battaglie virtuali, sono come quelle reali, creano vittime e feriti. Solo il tempo ci dirà se questa mossa sia stata astuta o sconclusionata.
Nel frattempo le cose si muovono e nascono petizioni e richieste di rimborso.
Staremo a vedere.

Marta Bison

 

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