Rubriche

Millenials, umanisti vs scientifici, memoria cinematografica.

spunti

La rubrica “Spunti di lettura” nasce dal nostro essere lettori oltre che scrittori.
Noi componenti della redazione di BarNacka vogliamo, in questa sede, condividere letture che abbiamo apprezzato, che rileggeremmo, che troviamo sulla nostra linea di pensiero.
Eccovene una selezione.

1) «Con la follia della giovinezza»: diventare umanisti migliori osservando gli scienziati.

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Letizia Sechi ci conduce in una riflessione su come, per i più, essere umanisti significhi essere portatori di Cultura, unici individui in grado di dare pareri autorevoli. Coloro che si ritengono tali, inevitabilmente finiscono per sedersi sugli allori.

“Rimanere influenti, fare la differenza, essere autorevoli, oggi, non è un traguardo, non è una poltrona a vita. È un lavorio continuo, un impegno col piglio della missione, volendo dirla grossa: e non credo che sia mai stato tanto diverso. È che in molti, oggi, si sono seduti. Hanno ceduto alla pigrizia di pensiero, alla comodità dello status quo che adesso è drammaticamente in discussione. L’equilibrio si è rotto: la povertà di idee e il brancolare nel buio sono esposti in modo osceno in chi non si dà da fare e spera di campare di rendita.

Un altro spunto ce lo fornisce nel confronto tra le Scienze (come la fisica) e le Lettere:

La visionarietà poetica della fisica, messa continuamente alla prova della realtà, dei conti da far quadrare, degli intoppi tecnici, invece, mi coinvolge eccome: avvincente, raccontata con parole precise e raffinate; una storia fatta di ascolto, fiducia, confronto, curiosità e speranza. Nessuna di queste parole mi è venuta in mente ascoltando quelli che dovrei considerare come autorevoli esponenti del mondo delle Lettere; più spesso ho pensato al loro contrario. Che occasione persa.

Se ora siete curiosi, ECCO L’ARTICOLO COMPLETO.

2) Turisti dello sguardo

Riflessioni su cinema, geografia e New York.

La memoria cinematografica, oltre che enciclopedica o sentimentale, legata a un momento, uno stato d’animo, una conoscenza, è anche geografica: legata cioè a dei luoghi. E in questo senso c’è un solo luogo che ciascuno di noi, attraverso il cinema, ha visto, immaginato, ricostruito e in certi casi, se fortunato, infine incontrato. Una città che appartiene non ai suoi abitanti, ma al mondo intero, agli spettatori di un immaginario che plasma la realtà: New York, ovviamente.
New York con i suoi racconti, i suoi film, la sua silhouette, la sua impietosa arroganza. La città più immaginata che esista e per questo l’ideale punto di partenza di un viaggio puramente cinematografico, fatto di sguardi e memorie.

nyc_top_of_the_rock_panoUn pezzo romantico, condivisibile, che dà un nome a sensazioni familiari.
Un articolo per cinefili e no, tessuto con citazioni cinematografiche, dalla letteratura e dalla vita. Per chi è curioso di sapere perchè pensa di conoscere NY senza averci messo piede: ECCO L’ARTICOLO.

3) Come sono messi i millennials italiani rispetto ai loro coetanei europei.

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Chi sono i millenials?

La minaccia del terrorismo ha rappresentato per loro, cresciuti con le immagini dell’11 settembre, ciò che il timore di una guerra nucleare ha rappresentato per la generazione X, durante l’ultimo periodo della guerra fredda. I millennials hanno attraversato in pieno la crisi economica scoppiata nel 2008.
Hanno attraversato in pieno il cambiamento tecnologico e sono stati investiti dalla rivoluzione digitale, diventandone i primi protagonisti. I millennials appartengono a quella generazione che oggi cerca lavoro tramite internet, che prenota viaggi con lo smartphone e che sposta denaro con una app. E sono stati i primi a farlo, prima dei cosiddetti nativi digitali, nati negli anni in cui la rivoluzione digitale era ormai compiuta.
In Italia i ragazzi che hanno tra i 20 e i 24 anni, secondo i dati Eurostat, costituiscono  il 2,5 per cento della popolazione, mentre quelli che hanno tra i 25 e i 29 rappresentano il 2,7 per cento.

In QUESTO ARTICOLO sono a confronto, con tabelle e infografiche, i millenials italiani e quelli europei.

4) ‘The Get Down’ Is the Origin Myth That Hip-hop Deserves.

In The Get Down c’è un Bronx devastato, sempre in fiamme; un popolo dimenticato a se stesso; una mitologia sotterranea e parallela, quasi un fantasy: tre regni, ognuno governato da uno dei padrini dell’hip hop newyorkese. Grandmaster Flash, Kool Herc e Bambaataa. Tutto parte con un quest, una ricerca del tesoro, che non è una spada magica, ma un vinile rarissimo (ha molta più street credibility). Le armi del mestiere nel South Bronx sono il mixer e i turntables. Ci sono i graffiti e il parkour sui tetti, i capelli cotonati e tanto, tantissimo Kung Fu, che dal Gran Maestro Flash al Wu Tang Clan al Ghostdog di Jim Jarmush, è tutto tranne che una novità per l’hip hop. C’è una principessa, ovviamente, Mylene, che deve essere salvata un po’ da tutti, talvolta anche da se stessa.  E soprattutto c’è la musica. «Music, the only way out». La ferrovia sotterranea che ti salva dal Bronx delle fiamme e delle macerie. Se ti aspettavi una mattonata superdrama, hai sbagliato serie. Qui puzza tutto di fantastico e di arti marziali, di Bruce Lee e di Samuel Delany. Ma non è una fuga dalla realtà, uno svago, un Sogno: è un modo potente di raccontare il caos di quei giorni, sulla falsariga di romanzi come quello di Colson Whitehead o dell’Oscar Wao di Junot Diaz.

Bella introduzione di GQ alla serie tv “The Get Down”, la trovate COMPLETA QUI.

Se siete appassionati di serie o di hip hop o di musica, QUESTO ARTICOLO (english version) e questa serie fanno per voi.

Altri articoli interessanti:

-Un terremoto distrugge anche Arte:
http://www.arte.it/notizie/rieti/293-beni-culturali-colpiti-i-primi-bilanci-dopo-il-sisma-12009

-AirBnb è razzista?
http://www.pagina99.it/2016/09/01/la-variabile-discriminazione-nell-algoritmo-di-airbnb/

-Le donne che hanno cambiato la Scienza:
http://ischool.startupitalia.eu/scienza/56778-20160831-10-donne-cui-non-avete-mai-sentito-parlare-cambiato-la-scienza

Marta Bison

 

 

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