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La scala verso il paradiso

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Non si possono confondere le note che aprono Stairway to Heaven, specialmente se sei un musicista e in particolar modo se sei un chitarrista, perché quelle note devi saperle suonare, le hai suonate su ogni chitarra che desideravi acquistare, le hai suonate per il semplice fatto che una volta che ti sono entrate dentro diventa difficile lasciarle andare. L’arpeggio che danza su quel la minore iniziale ha qualcosa di particolare, ti avvolge. Rappresenta la dolce porta di ingresso in un mondo, diviso fra luci ed ombre, che il cantante e paroliere dei Led Zeppelin, Robert Plant aveva immaginato nello scrivere, in una notte d’inverno dinanzi ad una fievole fiamma riposta in un camino, le misteriose parole del testo della canzone che ci accingiamo a prendere in esame.

È subito una dama a guadagnare il palcoscenico, è una donna sicura ed elegante, che sembra risplendere di luce propria, una signora che ha un compito: comprare una scala verso il paradiso. Questa misteriosa dama bianca ha il potere di ottenere ciò che desidera con il solo uso della parola, ma dimostra di non fidarsi delle stesse, dal momento che è consapevole che queste possono assumere diversi significati e trarci in inganno. Tale figura per alcuni potrebbe rappresentare la Madonna, tesi che viene avvalorata dal momento che nel testo viene poi citata la Regina di Maggio che lascia facilmente pensare alla vergine santissima, che appunto vuole, elevare al paradiso attraverso una scala i suoi figli, persi nel peccato e nelle ombre del mondo.

Ora siamo portati dalle melodie della canzone in una foresta. C’è un albero sul quale un uccello ha fatto il suo nido e canta; con la sua dolce voce vuole dirci che alle volte i nostri pensieri possono farci cadere in errore, per quanto noi possiamo confidare nei medesimi. L’anima di Plant cerca a questo punto una via di fuga, il suo spirito è disturbato, non riesce a sopportare un tale fardello, il suo cuore è a questo punto dubbioso e non sa cosa fare, è spaventato e grida, desidera andarsene anche perché sconvolto dalla visione di alcune persone che attendono immobili nella foresta e che attraverso del fumo fissano il vuoto come se attendessero una risposta.

Giunge ora il momento di introdurre sulla scena un altro personaggio, contrapposto alla dama bianca, si tratta di un pifferaio.

Il pifferaio promette di condurre alla ragione coloro che aspettano da lungo tempo, promette sollievo per le persone che attendono con lo sguardo fisso nel vuoto, vuole mostrare una via diversa, una via nuova. Proprio perché si contrappone alla figura femminile precedentemente indicata, alcuni sono arrivati a supporre che questi possa rappresentare il maligno, che promette grandi ricchezze alle anime perdute. Certo le tesi sono le più diverse ma è facile notare come effettivamente ci siano due forze che si contrappongono: da una parte la dama che invita a non fidarsi delle parole e dall’altra il pifferaio, che invece promette una nuova era, tentando le anime perdute nella foresta con il suo flauto.

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Qualche accordo più duro ci riporta alla realtà e ci invita a non preoccuparci del trambusto che alle volte può albergare nelle nostre siepi, serve infatti a preparare la strada per la Regina di Maggio. Plant ci insegna che ci sono due strade che l’uomo può percorrere, ma che a lungo andare c’è sempre tempo per cambiare idea e scegliere di calpestare il sentiero più meritevole.

Nonostante tutto, non è chiaro quale sia la strada giusta da seguire. Se da un lato ci sembra che il pifferaio sia un tentatore, dall’altro ci invita a seguirlo, cosa che la dama non fa. D’altro canto se la dama ha la missione di elevare gli spiriti perduti al paradiso, la sua scala non poggia su solide basi, bensì sul mormorante vento.

Un lungo assolo di chitarra, suonato egregiamente da Jimmy Page, ci porta alla fase più aspra e dura della canzone. Quattro note rimpiazzano le melodie ancestrali che avevano caratterizzato la composizione fino a quel momento, quattro note che attraverso la chitarra distorta di Page e lo sbattere violento di Bonzo sulle pelli della batteria ci portano alla fase finale della canzone.

Plant strilla, tenta di liberarsi attraverso il suo canto, la sua visione è la seguente: l’umanità si riversa per le strade, l’oscurità sembra avere la meglio dal momento che le loro anime soccombono alle loro ombre, dinanzi a loro cammina la donna che tutti conosciamo, che risplende di luce propria. La donna non si è arresa, si para davanti alla folla per dimostrare loro che a tutti è data una possibilità, quella di tramutare le cose in oro: è possibile liberarsi dalle ombre e dalle provocazioni del pifferaio per rendere ciò che ci circonda migliore. Ci invita infine a tendere l’orecchio più attentamente, a credere nei miracoli e ad accogliere la melodia.

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È una canzone il cui testo sicuramente rappresenta un problema per coloro deputati alle interpretazioni. I Led Zeppelin sono stati accusati di satanismo per i versi che la compongono, ma personalmente non credo che avessero venduto l’anima al diavolo in cambio della fama. Credo piuttosto che la canzone rappresenti il percorso interiore che ognuno di noi si trova ad affrontare nell’arco della propria esistenza, attraversando ora fasi piene di dubbi, ora fasi colme di certezze, che non di rado possono però rivelarsi mendaci. Quando ciò accade e ci sentiamo persi, non dobbiamo far altro che tendere l’orecchio e ascoltare più attentamente, la melodia arriverà a noi e la scala non poggerà più sul mormorio.

Francesco Oreste

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