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Un anno dopo

Quando, nel Gennaio 2016, ho incontrato per la prima volta i ragazzi che avrebbero di lì in poi composto l’ossatura della redazione, non avrei mai sinceramente pensato che saremmo riusciti a raggiungere, con così pochi mezzi, traguardi di tanto calibro.

BarNacka è, di definizione, un progetto indipendente: questo significa, al di là dell’accezione romantica dell’aggettivo, la più completa mancanza di fondi. Tutto ciò che facciamo, il tempo che vi impieghiamo, in poche parole, lo facciamo a nostre spese. Con ciò si intende, in piccolo, sottrarre forze e concentrazione allo studio o al lavoro, o, più in grande, non avere nessuno che rimborsi i soldi della benzina quando si va al Brennero ad indagare e documentare la situazione dei migranti, ma per davvero, senza il filtro dei cosìdetti mass-media.

Perché è questo che fa BarNacka, documenta. Il nostro obiettivo di base è un’informazione trasparente e totale, non inquinata. Attenzione, ciò non significa essere dei “news-addicted”, noi, per mancanza di risorse, non possiamo occuparci della stretta attualità. Tuttavia, abbiamo trasformato quello che potrebbe essere un effettivo svantaggio, in un nostro piccolo punto di forza: cercare di fornire un’analisi il più attendibile e veritiera possibile su i grandi problemi del nostro tempo, siano essi nazionali o sovrannazionali. Per citare un esempio, noi siamo stati i primi ad preoccuparci di riesumare un argomento letteralmente dimenticato come l’Ilva di Taranto, ben prima che la venuta dell’imprenditore indiano Jindal la riportasse agli onori delle cronache nazionali (non locali). Non sto certo pretendendo di affermare che una rivista così piccola come la nostra possa anche lontanamente influenzare il trade off degli argomenti, piuttosto sottolineo la bravura, la volontà e la capacità dei nostri collaboratori di captare, di volta in volta, i veri, importanti temi di discussione, distinguendoli dalla frivolezze. 

Nel corso di questo primo anno Nacka ha registrato molti successi: interviste, inchieste e considerazioni; e poi ancora cinema, mostre e storie di cui nessuno, poichè poco accattivanti, si è interessato.

Tanti successi, sì, accompagnati da un non basso numero di errori: l’iniziale idea della rivista mensile, il cambio di rotta verso una programmazione più continua nel tempo, un sito in constante cambiamento e poi noi: signori, abbiamo tutti circa vent’anni, zero esperienza organizzativa alle spalle e per quanto si voglia cambiare il mondo, prima vogliamo/dobbiamo scoprirlo tutto. So, tuttavia, che i nostri sbagli, se non ci hanno fatto lasciare oggi, ci renderanno migliori domani. Tanto è stato fatto (con molto poco), ma, ovviamente, come si dice in questi casi, il meglio deve ancora venire.

Leonardo Rosti

Alle parole di Leo non c’è molto altro da aggiungere. Quando siamo partiti avevamo l’obiettivo di raccontare la nostra visione del mondo e di dare la possibilità a quante più persone possibili di partecipare ad un progetto che non si è mai posto confini. Ci siamo schiantati un sacco di volte, per mancanza di esperienza e per troppa voglia di fare, ma un anno dopo non abbiamo mai perso un grammo d’entusiasmo.

La nostra era quella di contaminare tutta la redazione con le influenze che ogni membro di BN avrebbe avuto voglia di condividere. Assistiamo ogni giorno alla morte del giornalismo e, nel nostro piccolo, abbiamo provato a cambiare le cose. Ma come dice Dr. Dre a Kendrick Lamar nell’introduzione di Wesley’s Theory, una canzone di To Pimp a Butterfly:

“You said you wanted a spot like mine, but remember: anybody can get it. The hard part is keepin’ it, motherfucker”.

Noi abbiamo provato ogni giorno a conquistarci la  fiducia di voi lettori, senza la pretesa di essere la Rivoluzione, ma con tutta l’intenzione di cambiare le cose.

In ultima istanza, lasciatemi fare un ringraziamento a tutte le persone che hanno scritto anche solo una briciola di parola per BarNacka. Ogni articolo che è stato pubblicato su questo sito rappresenta un pezzetto della nostra storia. Ed è così che vogliamo continuare, senza smettere mai di scrivere la prossima pagina.

Marco Lo Prato 

Info BarNacka

La redazione di BarNacka è composta da chi è sempre a caccia di storie da raccontare. Come chi millanta d'essere artista, sogniamo tanto e scriviamo molto. Alla prova della verità, fino al momento, l'abbiamo sempre scampata.

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