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Trump, un’altra vittoria che vale oro

Donald Trump ha vinto ancora. No, non c’è stato un nuovo duello con Hilary Clinton, ma il successo ottenuto dalla Repubblicana Karen Handel sul Democratico Jon Ossoff nell’elezione speciale del sesto distretto della Georgia ha un peso non indifferente per il presidente degli Stati Uniti d’America.

Donald Trump
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d’America

Perché in Georgia si è votato?

Facciamo un passo indietro. Durante le elezioni avvenute a novembre del 2016, in Georgia così come negli altri Stati si era votato per assegnare i seggi alla Camera dei rappresentanti. Uno di questi seggi era così stato occupato da Tom Price, eletto dalla popolazione così come vuole il sistema di voto statunitense. Tuttavia il 29 novembre 2016, Donald Trump ha deciso di nominare Tom Price “Segretario della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America”. Una decisione che il Presidente ha preso anche sulla base di quelle che sono le idee di Price. L’uomo, infatti, si è sempre apertamente schierato contro l’Obamacare – la riforma sanitaria voluta da Barack Obama durante i suoi anni di presidenza – e ciò ha portato Trump a propendere per lui, come figura in grado di smantellare il sistema sanitario attuale per sostituirlo in parte, se non in toto. La nomina di Price da parte di Trump ha prodotto l’effetto di liberare un seggio alla Camera dei rappresentanti, motivo per il quale si è reso necessario indire una nuova elezione per quanto riguarda il sesto distretto della Georgia. Un’elezione particolare questa, poiché l’assegnazione del distretto in questione è sempre stata molto in bilico. Qui vive infatti una buona parte di elettorato bianco con un elevato tasso di istruzione e un elettorato afroamericano molto partecipe, dati che avrebbero potuto far propendere per l’elezione di un candidato Democratico. Tuttavia la Georgia rimane storicamente uno Stato repubblicano, da qui i dubbi circa gli esiti della votazione. Va inoltre aggiunto, che una vittoria di una o dell’altra parte non avrebbe spostato minimamente gli equilibri instauratisi con le elezioni politiche del 2016, ma dopo circa sei mesi di amministrazione questo voto è stato considerato come una sorta di referendum sull’operato di Trump fino ad ora.

I candidati dei due schieramenti

Nel primo turno di votazioni a prendere più voti è stato il candidato Democratico Jon Ossoff con il 48.12% di preferenze, mentre la Repubblicana Karen Handel ha ottenuto solamente il 19.77%. I due dati appaiono chiaramente sproporzionati, con un netto vantaggio per Ossoff. C’è però da segnalare come il voto Repubblicano si sia frammentato a causa della presenza di diversi candidati piuttosto popolari, i cui voti – uniti a quelli della Handel – avrebbero raggiunto il 51%. Dunque Ossoff e Handel al ballottaggio. Il primo è un 30enne laureato alla London School of Economics, che non ha mai avuto incarichi pubblici.

Karen Handel
La Repubblicana Karen Handel ha sconfitto Ossoff alle elezioni per il sesto distretto della Georgia

Ha posizioni abbastanza di sinistra sui diritti sociali e più moderate sull’economia e la sicurezza: in generale è considerato più a sinistra di diversi candidati Democratici che in passato hanno provato a prendere posizioni molto dure su temi come la sicurezza per sottrarre voti ai Repubblicani. La seconda invece, Karen Handel, è una 55enne con un passato da imprenditrice, già Segretario di Stato per la Georgia tra il 2007 e il 2010. In campagna elettorale ha più volte attaccato Ossoff per il fatto che non vive nel sesto distretto e dunque non condividerebbe i valori della popolazione.

Jon Ossoff
Jon Ossoff, Democratico, ha raggiunto una buona percentuale di preferenze

“S” come successo e sollievo

Nonostante il grande equilibrio alla fine è stata Karen Handel a spuntarla, con grande sollievo dei Repubblicani e, in primis, di Trump. Basti pensare che per questa campagna elettorale sono stati spesi 40 milioni di dollari, la cifra più alta mai raggiunta per quanto riguarda un’elezione alla Camera. Come detto in precedenza, il risultato in sé non sposterà gli equilibri, ma diventa molto importante se si analizza il ‘sentiment’ da parte del popolo nei confronti del Presidente. Un voto negativo e una conseguente vittoria dei Democratici in questo caso avrebbero potuto far pensare a qualche deputato Repubblicano che l’aria fosse cambiata rispetto alle elezioni presidenziali, e che quindi fosse opportuno ritirare il proprio appoggio a una delle già poco stabili riforme di Trump, su tutte quella relativa alla sanità. Il successo restituisce quindi forza e tranquillità al Tycoon, che può così proseguire con la propria agenda politica. D’altra parte invece rimane un partito Democratico che incassa l’ennesima sconfitta, ma che può ripartire con la consapevolezza di aver comunque messo in difficoltà i Repubblicani in un territorio “loro”.

Marco Sacchi

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