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La presa della Bastiglia del Pd

Il 14 luglio a Parigi si celebra la presa della Bastiglia. E’ diventata festa Nazionale, ma soprattutto – quest’anno – è stata l’occasione per rivedere in Europa Donald Trump. Il presidente americano ha sfruttato l’occasione – l’invito di Macron – per allentare la pressione sul Russiagate che negli ultimi giorni, complici i passi falsi del figlio Donald Junior, aveva messo spalle al muro il presidente a stelle e strisce. Emblematica la foto che ha ripreso le due coppie – Macron-Brigitte e Trump-Melania – a cena sulla Tour Eiffel. Chissà se è invidiosa la terrazza del Pd.

Macron-Trump

I malumori nel Pd.
Dalle nostre parti continua d’altronde a montare l’insoddisfazione attorno alla figura di Matteo Renzi. Il Partito Democratico, oramai, è una delle tante famiglie italiane al collasso: ci si ritrova a cena esausti, sarebbe l’unico momento per dialogare, ma si preferisce deglutire senza spifferare parola. Il circolo del partito a capo del governo perde colpi settimana dopo settimana e le ultime amministrative rischiano di aver lasciato il segno. Le bordate di Franceschini – ministro dei beni culturali e Pd moderato –  (“La discussione su Renzi è appena iniziata”), subito dopo le pacche sulle spalle da pompiere di Lotti – ministro dello sport, renziano convinto – (“Renzi ha appena vinto le primarie, fine della discussione”) hanno scoperchiato un vaso che già perdeva acqua da qualche mese, precisamente da quando Renzi ha deciso di non ascoltare più nessuno. Forte di 13 milioni di voti presi ad un referendum corso da solo – nonostante abbia portato alle dimissioni – e convinto di esprimere quel sentimento di rivalsa di un elettorale deluso dalla vecchia politica. Il problema è che se fai terra bruciata attorno alla tua immagine, puoi rischiare di bruciarti anche tu. In questo senso, ricopriranno un ruolo ancor più decisivo le prossime elezioni regionali in Sicilia. Il Pd oramai corre da solo e si prospetta un’altra – l’ennesima, visto il trend delle ultime tornate elettorali – batosta. I malumori sono pronti ad esplodere, Renzi è circondato.

Renzi

Scenari futuri.
Ambienti romani riportano come Matteo Renzi stia prendendo in considerazione l’ipotesi di farsi un partito tutto suo. Lui, che ha scalato il Pd prima con le unghie e poi senza avversari, potrebbe abbandonare la nave per farne una tutta sua. Scenario ai limiti della fantascienza, ma la politica è imprevedibile. D’altro canto le elezioni sono sempre più lontane e una legge elettorale impantanata in Parlamento non fa gli interessi dell’ex Premier. Che un giorno strizza l’occhio a Berlusconi e l’altro raccoglie i pezzi del vaso del Pd. Presto, però, si tireranno le somme. E Matteo Renzi sarà il primo interrogato.

Simone Basilico

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